Tag Archive rappresentante fiscale

Vendite di beni su piattaforma ecommerce (es Amazon) di terzo da non assoggettare ad IVA.

Caso Amazon: Quando ha sede in Lussemburgo e rappresentante fiscale in Italia come chiedere la non applicazione della��IVA

Fattispecie disciplinata dalla��articolo 17 comma secondo DPR 633/1972 e dalla Risoluzione 21EA� emessa il 20 febbraio del 2015 dalla Agenzia delle Entrate, Argomento: Irrilevanza del documento emesso con partita Iva italiana dal rappresentante fiscale di un soggetto passivo estero residente in Lussemburgo (CEE)

Per unaA�cessione di beni, giA� presenti nel territorio nazionale, effettuata nei confronti di un soggetto passivo Iva residente in Italia,A�dal rappresentante fiscaleA�di un soggetto passivo estero non residente, laA�fattura emessa esclusivamente con la��indicazione della partita Iva italiana non A? da considerarsi rilevante ai fini Iva. Questo il leit motiv della risoluzione Risoluzione n. 21/EA�della��Agenzia delle entrate, che sostiene che, per una cessione effettuata nei confronti di un soggetto passivo Iva residente in Italia, il documento emesso con la��indicazione della sola partita Iva italiana da parte del rappresentante fiscale di un soggetto passivo estero residente nella UE (o fuori dalla UE), sia da considerare non rilevante come fattura ai fini IVA e debba essere richiesta, al suo posto, la fattura emessa direttamente dal fornitore estero.

Nella pratica Amazon, addebita/trattiene la commissione e contestualmente invia la ricevuta (non fiscale), se la��azienda si attiva ed applica il disposto della��articolo 22, comma primo n. 1 del DPR n. 633 del 1972 chiedendo fattura, allora AmazonA� la emette con indicazione del numero di partita Iva del proprio rappresentante fiscale in Italia, quindi un secondo documento dopo la ricevuta di cui sopra.. in realtA� (se la��azienda non ha chiesto la non applicazione della��IVA in qualitA� di soggetto comunitario Vies abilitato) Amazon nella fattura applica la��IVA. Si deve tenere in considerazione sia il disposto della richiamata Risoluzione 21 che della��a��articolo 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972,A� per i quali a�?gliA�obblighiA�relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di serviziA�effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residentiA�nei confronti di soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, compresi i soggetti indicati alla��articolo 7-ter, comma 2, lettere b) e c),sono adempiuti dai cessionari o committenti. Tuttavia, nel caso di cessioni di beni o di prestazioni di servizi effettuate da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro della��Unione europea, il cessionario o committente adempie gli obblighi di fatturazione di registrazione secondo le disposizioni degli articoli 46 e 47 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427a�?. Ea�� tenuta qualora il soggetto italiano fosse Vies abilitato a non applicare la��IVA, altrimenti per lo stesso la��IVA risulta indetraibile.

In realtA� la��Agenzia ammette che, per le cessioni interne, ilA�rappresentante fiscaleA�di un soggetto estero sia legittimato, per esigenze interne, ad emettere al cessionario/committente residente un documento non rilevante ai fini della��Iva, pur indicando che la��imposta afferente tale operazione verrA� assolta dal cessionario o committente.

Difatti, gliA�adempimentiA�che ilA�soggetto passivo italianoA�dovrA� porre in essere, in relazione alle prestazioni rese dal fornitore/prestatore UE, in caso di fornitore comunitario, sono (si veda in tal senso anche laA�C.M. n. 12/E/2013):

  • numerare la fatturaA�ricevuta dal fornitore UE,A�integrarlaA�con gli elementi che formano base imponibile e Iva edA�annotarlaA�distintamente nel registro IvaA�venditeA�ed Iva acquisti, oppure,
  • in caso diA�mancata ricezione della fattura del fornitore comunitarioA�entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione della��operazione,A�emettere autofatturaA�entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione della��operazione ed annotarla entro il termine di emissione e con riferimento al mese precedente.

Pertanto il contribuente dovrA� considerare laA�fattura emessa dal rappresentanteA�fiscale del soggetto non residente, riportante la sola partita Iva italiana, comeA�non rilevante ai fini IvaA�e, quindi, come non emessa, con la conseguente necessitA� di richiedere, in sostituzione,A�la��emissione di una fattura direttamente da parte del fornitore comunitario.A�In caso di mancato ricevimentoA�della stessa nei termini prescritti, il soggetto Iva italiano A? tenuto ad emettereA�autofattura.

Studio Germani

Tags, ,